QUANDO LA POLITICA SI OSTINA A DARE IL PEGGIO

Sta succedendo in queste ore nella vicenda dell’approvazione dell’atto aziendale della provincia di Frosinone. Una vicenda, anzi uno psicodramma che sta per finire in tragedia, di cui è difficile alla maggioranza dei cittadini capire le dinamiche, i significati, le motivazioni. L’unica cosa certa è il risultato che per noi poveri ciociari sarà devastante: meno servizio sanitario pubblico e maggiori costi a carico dei cittadini per garantirsi le cure necessarie alla sopravvivenza.

Una vicenda iniziata alla fine del 2014 con l’abile strategia del Direttore generale Asl Isabella Mastrobuono che, rompendo la precaria unità dei sindaci ciociari faticosamente ottenuta dall’azione del Coordinamento provinciale delle associazioni, era riuscita a farsi approvare uno straccio di atto aziendale con generiche promesse di Dea di secondo livello a Frosinone e qualche decina di posti letto in più a Cassino. In realtà l’atto aziendale nulla risolveva dei problemi cronici della sanità ciociara il cui disastro è rappresentato da oltre 150 milioni di euri annui che la asl ciociara è costretta a pagare, per la mobilità passiva, alle altre asl a cui si rivolgono i cittadini per risolvere i loro problemi di salute. Di certo invece l’atto aziendale della prof. Mastrobuono prevede la chiusura di fatto dell’Ospedale di Alatri che viene accorpato all’Ospedale di Frosinone e il taglio di tanti altri servizi necessari all’impianto del Dea di secondo livello di Frosinone e che, alla fine di tutta questa fiera, non lasciano a questa provincia neanche un Dea di primo livello tra gli ospedali rimasti aperti. Ma in sede di verifica regionale però neanche questo straccio di atto aziendale è andato bene tanto che si è dovuto tagliare ancora eliminando del tutto, tra le altre cose, ogni riferimento proprio al Dea di secondo livello, del resto neanche previsto nel decreto Zingaretti recentemente bocciato dal Tar del Lazio. Sta di fatto che ora sono tutti contro la Direttrice Mastrobuono perfino i sindaci che a novembre avevano votato a favore di quello straccio di atto aziendale e fino ai rappresentanti del PD il partito del governatore Zingaretti. A dare definitivamente fuoco alle polveri, come se non bastasse,  è stata la dichiarazione della Prof. Isabella Mastrobuono che, nella riunione della Commissione Regionale Salute del 26 marzo ha affermato che, all’atto del suo insediamento, ha registrato: “ una diffusa illegalità a tutti i livelli”. I primi a reagire duramente sono stati gli attivisti del Coordinamento provinciale che hanno subito diramato il comunicato che si riporta in calce a questo articolo.

Rimane ancora da capire che cosa l’hanno mandata a fare questa gran Professoressa in terra ciociara? Visto che la sanità nella Regione Lazio è commissariata e, comunque, l’atto aziendale lo scrive il Commissario Zingaretti e quello deve essere, non bastava incaricare un semplice contabile  per contare i posti letto da tagliare?

 

 

COMUNICATO

La direttrice generale della Asl di Frosinone nella riunione della Commissione Regionale Salute del 26 marzo ha affermato che, all’atto del suo insediamento, ha registrato: “ una diffusa illegalità a tutti i livelli” . Non abbiamo potuto sentire, purtroppo, se oggi la legalità è tornata di casa alla Asl.

Ma è legale, in assenza di un atto aziendale approvato da parte della commissione tecnica regionale, non esaminato e discusso dalla competente commissione salute, non legittimato dalla firma del Commissario ad acta , assumere decisioni che hanno di fatto peggiorato  l’assetto organizzativo e  di efficienza dell’intera struttura sanitaria, ospedaliera e territoriale, di questa provincia?

Davanti alla commissione sanità la dg ha esaltato il risultato raggiunto dalla casa della salute di Pontecorvo con circa 700 pazienti diabetici presi in carico. Siamo al ridicolo. Meno di due pazienti al giorno. Prestazioni che un qualsiasi ambulatorio medico di medicina generale supera abbondantemente. E poi, è certo che questi pazienti siano seguiti da medici in possesso della specifica specializzazione? Non abbiamo avuto il piacere, inoltre, di sentire quanto costa questa casa della salute che ogni giorno produce risentimenti, proteste e insoddisfazioni dei cittadini di Pontecorvo e dei comuni limitrofi.

La dg ha anche annunciato l’inaugurazione, a breve, della casa della salute ad Atina che sarà anche punto di riferimento come centro per le demenze.  E’ noto a tutto il mondo che tale progetto è stato creato dai comuni del consorzio della Val di Comino e finanziato dall’UE.

Questi sono stati annunciati come eventi di un progetto di costruzione di una nuova rete socio sanitaria territoriale. Questo si annuncia, mentre si opera in senso assolutamente contrario. Infatti la Asl ha ridotto drasticamente i servizi per tutte le categorie svantaggiate; si accinge a breve a chiudere sette centri periferici di prelievo per le analisi di laboratorio; ha ridotto l’attività domiciliare del CAD ai minimi termini, mentre le prestazioni sono state progressivamente trasferite alle strutture private convenzionate; il sistema riabilitativo pubblico è stato smantellato a favore del privato, così come è accaduto per le RSA. A questo proposito è stato annunciato che nelle liste di attesa per le RSA ci sono solamente 5 pazienti. Questo è un dato drammatico e negativo che dovrebbe far riflettere chi ha chiuso le RSA pubbliche e ridotto i posti letto. Esso ci dimostra che le persone anziane rinunciano a curarsi in quanto né loro né i loro familiari riescono più a sostenere le spese di ricovero, diventate stratosferiche, consentite da una politica scellerata della Regione Lazio. Infine ci si aspettava di conoscere finalmente quali sono i costi unitari imputabili alle strutture private convenzionate, confrontati, ma onestamente, con quelli delle strutture pubbliche. Ci si aspettava di conoscere inoltre quali sono i controlli che vengono effettuati sulle strutture private convenzionate circa la appropriatezza delle prestazioni erogate. Ci aspettavamo di sapere se ci sono ancora sforamenti o meno come quelli riscontrati nel passato che hanno prodotto ingenti danni economici. E’ strano, è stato fatto un solo cenno all’appropriatezza delle prestazioni ambulatoriali specialistiche. Attendavamo pure di conoscere quali innovazioni si intendessero apportare sulle istanze di partecipazione e sulla trasparenza. Ancora una volta abbiamo, nostro malgrado, dovuto registrare la volontà di una vecchia e strumentale concezione fortemente sospettabile di clientelismo.

Poi, incredibile ma vero:

La rappresentante della commissione tecnica presente alla riunione della commissione consiliare salute ha comunicato che l’esame del nuovo atto aziendale sarebbe stato calendarizzato una settimana dopo l’audizione della dg in commissione salute, evidenziando il ruolo subalterno della politica rispetto ai tecnici.

A ciò segue una logica e spontanea domanda: ma chi in Regione Lazio ha pensato di regalare questi bei tesori alla provincia di Frosinone? In mano a chi stiamo? E tutto questo quanto costa al contribuente?

Frosinone 28.03.2015  - Coordinamento provinciale della sanità

 

Leggi anche:

Dichiarazioni della Mastrobuono alla commissione regionale durante l'audizione per l'atto aziendale (dal sito http://aut-frosinone.blogspot.it)

Pd, Psi e IdV bocciano l'operato della ASL di Frosinone e chiedono una nuova guida aziendale (dal sito www.anagnia.com)

Sanità, dietrofront dei sindaci (dal sito www.linchiestaquotidiano.it)

 

 

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